Un punto cardine della dottrina islamica consiste in una adesione pragmatica ad un insieme di regole la cui fonte principale è il Corano. Per Legge, _sar_i`a, si intende la "norma" religosa, ovvero quell'insieme di regole senza le quali un musulmano non può dichiararsi tale: il vincolo ultimo che lega il musulmano alla propria religione è proprio il rispettarle. Per questo si può dire che l'islam è legge: anche la teologia (come il resto delle scienze islamiche) è subordinata a quella serie di norme che compongono la _sar_i`a: essa la "segue" in termini temporali e di "prestigio" ed il suo fine ultimo è proprio quello di precisare alcuni binari entro i quali definire la giusta "regola". L'enorme corpus di leggi compilato dai dotti musulmani per secoli e secoli, si chiama invece fiqh: giurisprudenza. Tale corpus ha basi storiche: il fiqh è una scienza attraverso la quale i "dotti" musulmani hanno cercato di regolare e ispirare le funzoni statali secondo l'insegnamento islamico. Il fiqh ha vissuto due fasi storiche. Durante la prima, che si potrebbe definire "formativa", i giureconsulti (faq_ih) studiavano le fonti dell'islam (il Corano e la Sunna) dandone la "giusta interpretazione". In questo periodo nacquero le quattro scuole giuridiche alle cui tradizioni i musulmani sunniti oggi si riferiscono. Dopo l'XI secolo, invece, venne chiusa la "porta dell'intepretazione" e i giureconsulti si limitarono a promulgare pareri giuridici (fatw_a') sulla base degli insegnamenti e dei principi messi in opera dai loro predecessori.
Ogni manuale di diritto islamico comincia con l'esporre i 5 pilastri (ark_an) della religione, ossia gli atti fondamentali da compiere perché un buon musulmano si possa definire tale. Essi sono:
1. La professione di fede (_sah_ada): consiste nel pronunciare, col cuore oltre che con la lingua, davanti a testimoni la frase "attesto che non c'è dio all'infuori di Iddio e che Mu.hammad è il suo Profeta" (a_shadu an l_a il_aha ill_a all_ah wa-Mu.hammad|an ras_ul|u all_ah). È l'atto primario attraverso il quale si diventa musulmani.
2. La preghiera rituale (.sal_a): consiste nel recitare delle preghiere compiendo contemporaneamente dei gesti di devozione, col volto diretto verso la Mecca. Questo atto di devozione deve essere adempiuto 5 volte al giorno, in tempi, ma non in luoghi (si può pregare ovunque), stabiliti, cui si può aggiungere una sesta volta come pratica supererogatoria. È abitudine divenuta poi obbligo, ove ci sia una comunità islamica consistente, che gli uomini compiano insieme (ad esempio in una moschea) la preghiera di mezzogiorno del venerdì. Dalla preghiera sono dispensate le donne durante il periodo mestruale e le persone che sono in viaggio o hanno altri impedimenti.
3. L'elemosina rituale (zak_a): consiste nel donare una parte, di solito la decima, dei propri beni agli enti religiosi preposti che useranno i soldi raccolti per scopi di beneficenza, per aiutare i poveri, per diffondere l'islam. Oggi la zak_a viene applicata solo laddove è in vigore la legge islamica in senso stretto, altrove si riduce ad una semplice elemosina volontaria.
4. Il digiuno (.sawm): consiste nell'astenersi dal cibo, e in teoria anche dalle bevande, dall'alba al tramonto, per tutto il mese di Ram_a.d_an. Al digiuno materiale bisognerebbe comunque affiancare una sorta di digiuno spirituale: l'intero mese di Ram_a.d_an infatti é considerato un periodo di raccoglimento e riflessione, ma anche di festa e celebrazioni.
5. Il pellegrinaggio (.ha_g_g): consiste nel visitare alcuni luoghi nei dintorni della Mecca nei giorni tra il 6 e il 9 del mese di _D_u al-.hi_g_ga recitando preghiere e compiendo gesti rituali secondo l'esempio del Profeta. Alla fine del .ha_g_g ci si rade completamente e bisogna compiere dei sacrifici. Gran parte dei rituali di questo pellegrinaggio sono sopravvivenze di antichi riti pre-islamici, ma che l'isl_am considera comunque derivati dal culto autentico instaurato da Abramo. Vi è poi un pellegrinaggio minore ('umra, "visita"), non obbligatorio, ma che praticamente tutti compiono alla fine del .ha_g_g vero e proprio, che consiste nel girare per 7 volte intorno (.taw_af) alla Ka`ba, l'edificio considerato la 'Casa di Dio' ora racchiuso in una grande moschea, e nel sa'y, la corsa tra le colline di S_afa e Marw_a'. Il .ha_g_g deve essere compiuto almeno una volta nella vita di un musulmano, sempre che ne abbia i mezzi.
Prima di ogni atto rituale bisogna preoccuparsi di ritornare allo stato di purità attraverso l'abluzione rituale, che può essere di due tipi (a seconda dello stato di impurità): wu.d_u' (lavarsi le braccia, i piedi e , simbolicamente, la testa) e .gusl (abluzione completa).
Una sorta di sesto pilastro è il _gih_ad: è lo sforzo che ciascun musulmano deve fare perché, sia dentro di sé che in tutto il mondo, si diffonda il vero islam. Molto spesso viene invocato questo concetto nella lotta per convertire i non musulmani: è ovvio che laddove c'è la guerra, per un musulmano il _gih_ad diventa anche una 'guerra santa', mentre laddove c'è la pace il _gih_ad diventa semplicemente 'missionaresimo'.
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