Gloria a Colui che rapì di notte il Suo servo dal Tempio Sacro [della Mecca] al Tempio Ultimo dai benedetti precinti, per mostrargli i Nostri segni! - Cor. XVII 1
Si può dire che il primo mistico dell’islam fu il Profeta Muhammad: il suo ritiro nella caverna di Hîra in seguito al quale ricevette la rivelazione del Corano, durante il leggendario viaggio estatico nell’Aldilà cui accenna il versetto citato, si può considerare a tutti gli effetti un’esperienza ascetico-mistica. Estremizzando alcuni assunti dell’islam, alcuni comportamenti del Profeta, o alcuni semplici precetti, certi musulmani imboccarono la via della mistica, rifiutando spesso la religione nei suoi aspetti più legalistici e artificiosi, per cercare invece un contatto e una comunicazione più diretta con la divinità. Questo fenomeno va sotto il nome di Sufismo (.s_ufiyya e ta.sawwuf), sebbene questa parola comprenda correnti molto eterogenee fra loro. I sufi infatti affiancano pratiche ascetiche (zuhd) ed esercizi spirituali per conseguire l’estasi dell’annullamento (fan_a’) in Dio ed il congiungimento con lui, a speculazioni filosofiche al limite dell’eresia (ad es. portando all’estremo il concetto di unicità di Dio - taw.h_id - si arriva ad escludere, rasentando il panteismo, l’esistenza di tutto ciò che non sia Dio; oppure: comunicare direttamente con Dio sminuisce il ruolo del Profeta); il rifiuto del culto esteriore (se il sufi venera Dio giorno e notte è inutile che faccia le 5 preghiere rituali) a poesie visionarie dalle metafore ardite (nelle quali Dio è spesso paragonato ad un amante o a un vino!), meraviglie da saltimbanchi (sufi sono anche i fachiri - ar. faq_ir - che incantano i serpenti, ingoiano le spade, ecc.) a prodigi e miracoli , talvolta riconosciuti ufficialmente. Il rito fondamentale dei sufi è il _dikr, la menzione continua del nome (o dei nomi: sono 99!) di Dio, spesso celebrato in comunità e accompagnato da musica e danze.
Spesso, sufi dotati di particolare carisma fondarono ciascuno una sorta di scuola, che si materializza in una confraternita (.tar_iqa = "via, metodo") dove l'inziando (mur_id) sviluppava la dottrina del maestro (_say_h) praticando una specie di vita monastica. Celebre fra tutte è la Mawlawiyya, fondata a Konya (Turchia) dal grande poeta persiano _Gal_al al-D_in al-R_um_i, i cui adepti, detti dervisci (ar. darw_i_s = "mendicante"), praticano l’estasi mistica attraverso la danza. Ma altre come la Bektašiyya, la Naqšbanddiyya e la Sanusiyya, hanno avuto, e spesso tuttora hanno, un importante ruolo politico.
Tra tutti coloro che hanno praticato questa via, alcune personalità si sono distinte per le loro opere, per la loro vita drammatica, oppure perché la loro popolarità gli ha portati a diventare dei veri e propri santi venerati dal volgo. Fra essi i principali sono:
Abû Yazîd al-Bastâmî (m.874), uno dei primi a teorizzare, anche se sotto forma di paradossi, la via emozionale alla conoscenza di Dio. La stravagante figura di al-Hallâj ci ha lasciato delle suggestive poesie intrise di fervore estatico; nel 922 fu condannato a alla crocefissione, dopo un lungo processo, proprio per le sue ardite affermazioni (in pratica, nel congiungimento estatico con la divinità, veniva cancellata la differenza fra sé e Dio: anch’egli poteva essere considerato Dio!), considerate dai giudici blasfema eresia. Ricordiamo i due fratelli A.hmad e Ab_u .H_amid al-.Gaz_al_i (m.1126, m.1111), il primo autentico mistico, il secondo grande rinnovatore in senso morale e spirituale dell’islam sunnita; e ancora Ibn `Arab_i (m.1240), il quale nella sua grande summa fornisce al sufismo i fondamenti filosofici e ontologici.
L’islam popolare venera come santi alcuni figure religiose riconducibili al sufismo, e all’ambiente dei .g_az_i (marabutti nel Maghrib), ossia quei ‘monaci combattenti’ che, in epoca medievale, si dedicavano alla guerra di conversione nelle zone di confine dell’islam. Ad esempio a Marrakesh, in Marocco, si svolge annualmente una ‘visita’ presso le tombe di personaggi che hanno avuto un ruolo importante nella storia religiosa, ma anche politica e militare. Il paesaggio del Nordafrica è contrassegnato dalle piccole cupole dei mausolei di questi santi.
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