La shari`a, lo yasak e i popoli turco-islamici
La shari`a è la legislazione coranica che regola la vita del credente sia sul piano religioso che su quello civile, coinvolgendo sia il diritto pubblico che quello privato. Lo yasak è la legge mongola emanata da Gengis Khan sulle base delle credenze e dei costumi, esistenti da tempi immemorabili, delle genti turco-mongole. Proveniendo da tradizioni totalmente diverse, queste due visioni del mondo sono sotto alcuni aspetti inconciliabili, eppure hanno accompagnato e sono coesistite nell'evolversi storico di numerosi popoli turco-islamici.
L'osservanza scrupolosa dello yasak, ad esempio, rallentò per parecchio tempo la penetrazione dell'Islam nel khanato turcomongolo dei ciagataidi, discendenti del figlio del grande conquistatore, che avevano il compito di "custodire" i precetti stessi della legge consuetudinariadei popoli delle steppe.
Per ciò che concerne l'alimentazione, per l'Islam la carne deve essere halal, ovvero l'animale deve essere ritualmente dissanguato prima di essere destinato al consumo, mentre per la yasak è assolutamente vietato spargere sangue di animali (ad esempio il cavallo, essere che riveste per i turchi un ruolo particolarmente significativo nei rapporti con l'aldilà) e di uomini divini (sciamani, sacerdoti, sovrani e familiari degli stessi). Durante il suo regno, il Grande Emiro (anche quest titolo è sotto il segno delle due tradizioni, in quanto solo i discendenti di Gengis Khan potevano fregiarsi del titolo di Khan, imperatore) Tamerlano (1370-1405), che si considerava un protettore della fede islamica, non disdegnava di ricorrere al sacrificio rituale del cavallo per avere auspici sul proprio futuro, ricorrendo a tutto l'apparato rituale da millenni utilizzato dai popoli delle steppe. Uno degli obblighi per il buon musulmano è l'abluzione rituale, mentre ciò è rigorosamente vietato dalla yasak per non rendere impura l'acqua. Veder bere il kumis, latte di giumenta fermentato, bevanda tradizionale dei popoli della steppa, dal profondo valore per ciò che concerne la sfera familiare, vino ed altri alcolici, certamente deve aver urtato il senso morale di molti credenti.
Anche il ruolo femminile era particolare: se i sovrani turchi islamizzati prendevano più mogli, costoro non venivano messe su un ruolo di parità, come esige invece la shari'a, ma ve ne era una la quale rivestiva un ruolo egemone sulle altre spose.


2005/apr/10

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