Islamistica.com pubblica studi e ricerche sul mondo islamico. È un laboratorio dove di sperimenta un approccio partecipativo alla costruzione dei testi e si discute su contenuti e metodologie. Siete tutti invitati a scrivere e discutere un'islamistica perfettibile, senza investiture, paternali, padrini e/o padroni.
Il libro di Irwin ha diversi difetti gravi. Il primo è che non definisce il suo campo d'indagine, cioè non dice che cos'è l'orientalismo.
E’ questo un libro che parla di un aspetto del mondo “levantino”, quello d’Istanbul, l’antica Costantinopoli. Levante: una parola che ci riporta indietro negli anni, fa pensare, almeno a chi giovane non è più, ai tempi in cui, ragazzi, si faceva la collezione dei francobolli, a quelli d’Oltremare, con la sovrastampa “Levante”, forse anche agli amori “di terra lontana” di qualche lettura scolastica. In realtà è un libro che ci presenta un aspetto meno noto, quasi dimenticato, della storia d’Italia, o meglio degli Italiani, storia che risale a tempi in cui il nostro paese era solo un concetto letterario...
Sappiamo che il Nord Russo era conosciuto ai musulmani che descrivono le Terre Settentrionali del Mondo col nome Paese degli schiavi "bianchi" ossia Bilad as-Saqalibat...
Quando qualche storico cerca di dimostare la non-consistenza di ideologie nazionali, etniche e linguistiche in periodi antichi e medioevali, immediatamente molti altri ripropongono una storiografia dell'"esclusione dell'altro" modificando dati ed eventi del passato secondo la propria visione del mondo...
Il viaggio portato a termine da Vasco de Gama intorno al Capo di Buona Speranza nel 1497 è stato da sempre riconosciuto come uno dei principali punti di svolta nella storia mondiale. Al confronto, la contemporanea espansione del rivale Impero Ottomano nelle terre dell'Oceano Indiano a seguito della conquista dell'Egitto da parte di Sultan Selim I nel 1517 è molto meno nota agli studiosi moderni. ...
Nelle pagine finali di una delle sue più importanti opere, La passion de Hallâj, lo studioso francese Louis Massignon scrive: "dopo il 1913-22 la discussione riprese, non tanto per motivi riguardanti l’utilizzo da parte della tradizione cristiana di termini presi dal vocabolario della mistica musulmana, questione comunque importante, bensì per verificare la portata sociale e finale della morte di Hallâj"...
Da quella che nelle intenzioni voleva essere una breve recensione della mostra "Venezia e l'Islam - 827-1797" (Palazzo Ducale, Venezia fino al 25/nov/2007), scaturisce una riflessione sulla sostanza (e sulle forme) del dialogo inter-religioso nel mondo mediterraneo, sia nel passato che nel presente...
A 45 anni dalla sua prima edizione esce in Italia Istanbul and the civilization of the Ottoman Empire di Bernard Lewis con il titolo La sublime porta: Istanbul e la civiltà ottomana.
John K. Galbraith fa luce - in campo economico - su un concetto, quello di "truffa non del tutto innocente", cioè finalizzata al proprio tornaconto, un concetto che ben si attaglia alle riflessioni che su questo sito andiamo facendo al riguardo di "orientalismo" e "occidentalismo".
Le vicende dei vari studiosi che a partire dal XIX sec. hanno costruito il complesso degli "studi orientali" sono probabilmente ognuna una storia a sé. Due esperienze, molto diverse fra loro, sono state quelle di Louis Massignon e di Henry Corbin. Ma entrambe con un comun denominatore...
Sui velieri che solcavano l'Oceano Indiano durante il medioevo le responsabilità più gravose erano affidate al "mu`allim", il mastro pilota. Il suo era un ruolo ben definito: un professionista della navigazione a cui è affidata la responsabilità della nave in tutti i suoi aspetti...
Fine del XIX secolo. Costantinopoli confusa vede da qualche decennio l'approssimarsi della fine dell'Impero. Tutto muta. Le mode alafranga appassionano coloro che avrebbero dovuto proteggere l'Islam dalla dissipatezza morale europeo occidentale. Le donne levantine di Galata e Pera danno scandalo per le strade, con il loro volto scoperto molto apprezzato dai maschi musulmani che hanno tolto il turbante per mettersi il fez...
In questi tempi difficili il Mediterraneo è stato sempre più evocato come luogo di "mediazione, apertura, comunicazione, rapporto tra culture diverse, apertura alle sapienze contenute in ogni punto cardinale". Ma: al di là di qualsiasi banale semplificazione, esiste davvero il Mediterraneo del dialogo, della comunicazione, dello scambio culturale?...
Nel 1967 B. Lewis concludeva il suo saggio sugli Assassini con una riflessione sul moderno terrorismo. "The Ismaili Assassins did not invent assasination" (p.125), precisa, riportando poi una serie di episodi analoghi della storia antica e moderna...
Gran parte della problematica affrontata da Kilito in Lan tatakallim lu.g_at-_i verte intorno alla questione del relativismo culturale, ossia di quanto sia possibile cogliere analogie e paralleli fra le diverse culture, e di quanto questi stessi paralleli siano condizionati dal punto di vista di chi li fa...
Non è intenzione di questo breve articolo spingersi tanto indietro nel tentare delineare le motivazioni del sospetto nei confronti dei "Levantini". Un "Europeo d’Europa" potrebbe, a ragione obiettare che i "Levantini d’oggi" non sono certo i Troiani di Omero, o gli Efesini ai quali scriveva lettere l’altro levantino Paolo di Tarso. Ma allora chi sono? Visto che da dove vengono, o meglio, provengono è l’"Occidente" europeo e questo è ben chiaro anche ai loro detrattori?
La difficile condizione di vassallaggio nei confronti dell'Impero ottomano della Valacchia e della Moldavia trova ragione politica anche nella particolare condizione dei Valacchi e dei Moldavi stessi nei riguardi dei propri vicini Ungheresi e Polacchi. In ragione della loro fede ortodossa infatti, i Valacchi erano considerati "scismatici" dai loro vicini cattolici ed una parte consistente di loro, i Valacchi di Transilvania, viveva deprivato dei propri diritti in questa regione sotto diretta amministrazione ungherese...
Ragionando di colui che avrebbe messo per iscritto le sue avventure, Don Quijote ebbe a dolersi: il suo nome, Cide Hamete Benengeli, tradiva evidentemente il suo essere moro; e dai mori, era risaputo, non ci si poteva attendere alcuna verità, essendo tutti ingannatori, falsi e bugiardi...
Qualunque scolaro può raccontarti che Benjamin Franklin stimava particolarmente il tacchino selvatico e addirittura si adoperò per farne, al posto dell'aquila reale, il simbolo della nazione. Come fu dunque che una tale creatura finì per prendere il proprio nome da un paese di media grandezza del Medio Oriente?
Nel Sahara gli scribi, per centinaia di anni, hanno calligrafato nelle zawiyya e nelle moschee, copie di libri comprati dalle università di Kairouan e di Fez, trasportati a dorso di cammello dal Cairo, da Damasco e da Bagdad, con lo scopo di rinnovare e perpetuare la trasmissione del sapere...
I rapporti un certo numero di Stati e di comunità non musulmane vennero regolati dagli Ottomani, durante i vari secoli di dominio splendore e decadenza dell’Impero, sulla base di trattati particolari, dedotti dall’elaborazione ottomana della tradizione giuridica arabo-islamica...
Delimitare le fondamenta, così come il perimetro della "torre orientalismo", è un'operazione non facile, data oramai le dimensioni raggiunte dall'oggetto, dimensioni esse stesse di difficile misurazione. Cerco di farmi capire, ovvero di comunicare, come avrebbe fatto uno di quegli "orientalisti storici" pre-napoleonici, di quelli cioè non imputabili di "colonialismo" (culturale o politico) ed importatori (palesi o inconsapevoli) di "valori occidentali"...
Il problema delle ambivalenze linguistiche nella grammatica araba è stato sviscerato dai grammatici arabi fin dai primi secoli dell'Egira ed è stato in seguito studiato da una serie di ricercatori occidentali...
Le prime incursioni, l'insediamento del Garigliano e le corrispondenze del papato...
Uno studio sui principali santuari di Damasco secondo le fonti del XII secolo seguito da una serie di considerazioni di carattere storico, religioso ed antropologico...
Si può parlare di simbologie sessuali nel Corano? E quasi sono i riflessi, se vi sono, di tali simbologie sulla letteratura arabo-islamica?
Due immagini opposte ci ricordano uno dei tanti episodi della presenza musulmana in Italia: la riprovevole violenza subita dalla figlia di Sophia Loren nel film "La Ciociara" da parte di militari marocchini del contingente Francese e la scritta "Morto per la Francia" che compare sulle lapidi di ciascuno di quei militari marocchini caduti in Italia durante la II Guerra Mondiale...
Uno studio di natura introduttiva alle tematiche della storia culturale e religiosa in aree cosiddette "periferiche" del mondo islamico
La cultura e la scienza greca che fu assorbita dalla civiltà arabo-islamica può davvero essere definita "classica"? E la filosofia e la scienza arabe che furono tradotte in latino erano davvero rappresentative del pensiero arabo-islamico? Vanno forse fatte alcune precisazioni da un lato su quanto selettive furono le traduzioni, dall'altro sui diversi sviluppi che queste portarono laddove attecchirono...
Di pessimi libri sull'islam ne sono usciti a dozzine e lo sappiamo. Credo, però, che quel lavoro di Vercellin, Istituzioni del mondo musulmano, assieme alle ricerche che ne seguirono, abbia dato non pochi frutti, obbligando a riflettere sulle categorie utilizzate e sul metodo adottato...
Lo studioso di islam, l'islamista, viene assalito da quello che può definirsi un "orientalismo sociologico", ovvero la ricaduta nella società dell'orientalismo colto, la percezione che le persone hanno dell'"oriente", cui la denominazione "islamista" immediatamente rimanda...
La domanda "perché studi l'Oriente" viene posta a chi lo fa da chi non lo fa con una certa ricorrenza; e le parole di Levi della Vida illustrano brillantemente la sensazione che ogni orientalista prova davanti a tale domanda...
Sino alla metà del secolo XX la storiografia spagnola ha generalmente dato per scontato il fatto che la divisione politica della Penisola Iberica nell'alto medioevo si fosse concretizzata nella formazione di due unità territoriali omogenee e ben differenziate. Questa immagine si legava inevitabilmente all'assunto di una guerra, di fatto ininterrotta, intercorsa tra cristiani e musulmani...
Devo confessare che sono stato, insieme a tanti altri, compartecipe della preparazione di questo "tacchino turco-americano" simpaticamente elaborato da Giancarlo Casale. Dire che abbiamo passato notti e giorni insieme a ragionare su questi "strani" termini che normalmente usiamo per identificare le cose note, può far sembrare una generazione di orientalisti (la nostra) troppo attenta al lato pratico della ricerca piuttosto che alla "ricerca pura", all'"astrattismo intellettuale" che rende illeggibile (in quanto apportatori di noia e ripetizione canonica) non poche produzioni attuali...
La questione affrontata da Giancarlo Casale apre una finestra sulla storia delle denominazioni esotiche dei prodotti esotici, e del conseguente "immaginario collettivo" dell'esotico che contribuisce a far diventare indiane cose americane e vice versa, scavalcando e deformando la geografia ufficiale...
Gli Arabi del VII secolo, che in minoranza sugli arabi-cristiani cominciano a convertirsi all'Islam, interiorizzano in modo interamente "arabo" il Corano, il Libro per eccellenza, che permette nel loro nuovo mondo arabo-musulmano una produzione, un utilizzo, un commercio del manoscritto in genere, assolutamente superiore a quello del coevo mondo cristiano latino, bizantino, copto, aramaico...
Il dibattito accademico su "orientalismo" e "occidentalismo" è iniziato ormai quasi trenta anni fa. Oltre ai già citati Said, Lewis, Huntington, Buruma e Margalith, non bisogna dimenticare la polemica scatenata dalla pubblicazione dei due volumi di Martin Bernal "Black Athena" (1991)...
Per definire i nuovi rapporti fra ciò che egli definiva "occidente" e "islam" dopo la caduta del Muro di Berlino, Bernard Lewis, un famoso orientalista della Princeton University scriveva...
In che cosa la Turchia è Europa, cosa accomuna e cosa divide dal punto di vista religioso, negoziati, economia, "demoislamici" e "democristiani", democrazia, mutamenti antrolopologici e sociali... Una intervista a Giuseppe Cossuto serve come base di riflessione per ragionare su questioni che spesso non vengono considerate adeguatamente nel dibattito massmediologico.
E' uscito nel 2003 "La mistica della guerra" di Dag Tessore (Fazi). Si tratta di un libro che, come dice il sottotitolo, vuole porre la questione della "spiritualità delle armi nel cristianesimo e nell'islam". Vale la pena, dunque, di soffermarsi un po' su questa lettura, anticipando - tuttavia - che essa ci racconta molto su pregiudizi e ingenuità del mondo accademico italiano e poco sull'argomento in sé
Spesso si dice che l'islam è un sistema di pensiero totalizzante che investe i domini della politica, della religione, della cultura ecc. Spesso lo si definisce così in comparazione con il sistema occidentale, in cui c'è - o si da per scontato che ci sia - un'idea di laicità, una separazione fra stato e chiesa...
Nel processo che portò gli europei ad avere l'egemonia nell'Oceano Indiano, l'Islam gioca il ruolo dell'"antagonista" principale, essendo l'unica entità culturale già presente nell'area che abbia dalla sua le carte per resistere all'invasione.
Si raccolgono - come in una cartella - schede, bibliografie e appunti sulla storia dell'islam nell'Oceano indiano, un'area del mondo e un periodo storico spesso poco conosciuti ma fondamentali nelle dinamiche storiche di epoca medievale, moderna e, in una certa misura, contemporanea.
A partire da una serie di spunti, qui sotto riportati, si ritorna in qualche modo a ragionare sugli "orientalismi". Un orientalismo medievale ante litteram (tradurre dall'arabo in latino), ad esempio, che aveva tutto sommato gli stessi scopi dell'orientalismo ottocentesco (studiare per contrastare, convertire, colonizzare), ma proprio come quello ottocentesco non poteva fare a meno di influenzare, in un certo modo, anche il pensiero corrente.
La Spagna del Medioevo ha una storia per certi aspetti particolare rispetto al resto dell'Europa: per gran parte del "millennio di mezzo" è stata considerata D_ar al-isl_am (ossia rientrante nella giurisdizione religiosa e politica musulmana) e al tempo stesso oggetto di "ri-conquista", o come meglio precisato da A.Vanoli, di ri-popolamento cristiano. Si può dunque guardare alla Spagna come un luogo di sperimentazione in cui i modelli teorici di "integrazione" e "segregazione", di definizione e costruzione della "frontiera" (nonché del suo spostamento fisico e ideologico), eccetera, hanno potuto essere plasmati, applicati e verificati sul campo...
Articoli e riflessioni che hanno come comun denominatore l'indagine dei rapporti storici, politici, semiotici e personali fra l'orientalismo e i suoi inventori, i suoi investigatori, i suoi detrattori, e, per riflesso, coloro che possono essere definiti come "occidentalisti", alla luce dell'eterno dibattito "oriente-occidente", e dei suoi recenti sviluppi.
In quale misura è corretto parlare di contrapposizioni fra civiltà? In che modo si è arrivati a teorizzare uno "scontro" fra "islam" e "occidente"? Ha senso la visione dello scontro di civiltà nella storia e nella realtà attuale? E quali sono gli effetti "perversi" del dibattito?
Il concetto ha fatto scalpore. E l'idea è destinata a fare da contrappunto a quella di "conflitto di civiltà", tanto che si finirà per collegare costantemente le due cose, con l'aggiunta di un'interpretazione a dir poco riduttiva del concetto di "orientalismo". E poichè presto molti si riempiranno la bocca di "occidentalismo", è bene mettere da subito qualche puntino sulle "i".
In questa sezione trovano spazio una serie di testi, articoli, ma anche semplici spunti di riflessione e di dibattito sul Corano, visto nella sua più ampia e multiforme valenza. L'importanza di questo testo sacro e la sterminata letteratura che su di esso è stata prodotta, fanno sì che lo stesso "discorso sul Corano" possa essere oggetto di riflessione.
* La storia di Kilwa dai primi insediamenti all'arrivo dei portoghesi
* Stampa e litografia del mondo islamico
* Civiltà della "maiuscola" e civiltà della "corsiva"
* La scrittura araba: origini della forma corsiva
* Contratti di partenariato e commenda nell'Islam medievale (A. L. Udovitch)
* Il mercante musulmano nella visione di Maxime Rodinson
* Le fonti della Geniza del Cairo (S. D. Goitein)
* Fonti arabe medievali (geografi e navigatori) per la storia dell'Africa orientale
* Islam e musulmani in una società laica e pluralista
* Un universalismo "extra-coranico": gihad, dar al-islam, dar al-harb
* La questione delle immagini nell'Islam
* La trasmissione della cultura greca nell'Islam
* I tatari
* I turcomongoli: razziatori, difensori, mercenari e giannizzeri
* La shari`a, lo yasak e i popoli turco-islamici