Un sito che ha per nome e materia una disciplina che rientra nei cosiddetti "studi orientali" non può non interrogarsi su cosa essi siano di fatto, e soprattuto in rapporto a coloro che ne parlano (se essi siano orientali, e se no cosa sono?).
Questi quesiti hanno stimolato la riflessione degli studiosi da diverso tempo, a vario titolo e con differenti gradi di coinvolgimento.
In questo spazio vengono pubblicati articoli e riflessioni che hanno come comun denominatore l'indagine dei rapporti storici, politici, semiotici e personali fra l'orientalismo e i suoi inventori, i suoi investigatori, i suoi detrattori, e, per riflesso, coloro che possono essere definiti come "occidentalisti", alla luce dell'eterno dibattito "oriente-occidente", e dei suoi recenti sviluppi.
* Prima e dopo Edward Said: libro contro libro
Il libro di Irwin ha diversi difetti gravi. Il primo è che non definisce il suo campo d'indagine, cioè non dice che cos'è l'orientalismo...
* Alle radici dell'orientalismo
Brevi scritti che hanno l'intento focalizzare l'attenzione degli interessati sulle basi, o meglio le fondamenta, dell'"orientalismo" e su ciò che significava essere "orientalista", scrollando il costrutto dalle sovrastrutture edificate (ed edificatesi) a vario livello nel corso degli anni.
* Il cosiddetto conflitto di civiltà
In quale misura è corretto parlare di contrapposizione fra Oriente e Occidente? In che modo questa contrapposizione ha portato a teorizzare uno "scontro di civiltà"? E fino a che punto questa visione si può applicare alla storia e alla realtà attuale? Raccolta di interventi sul tema.
* Orientalismo e occidentalismo
Con la pubblicazione di "Occidentalismo" I. Buruma e H. Margalit hanno introdotto un concetto nuovo da contrapporre a quello dell'"Orientalismo"; ma si ha l'impressione che esso venga applicato non a un certo gruppo di studiosi, bensì alle ideologie politiche che muovono le dinamiche dei conflitti globali e regionali. La discussione è aperta.
* Tacchini parlanti & co.: controllate l'etichetta!
Per imparare a controllare le indicazioni sulle etichette delle parole che più comunemente utilizziamo riferite all'"Oriente": esse molto spesso nascondono la storia delle paure e dell'ignoranza degli establishment dei dotti di fronte al "nuovo"
* Spunti per un dibattito sulle "traduzioni culturali"
A partire da una serie di spunti, qui sotto riportati, si ritorna in qualche modo a ragionare sugli "orientalismi". Un orientalismo medievale ante litteram (tradurre dall'arabo in latino), ad esempio, che aveva tutto sommato gli stessi scopi dell'orientalismo ottocentesco (studiare per contrastare, convertire, colonizzare), ma proprio come quello ottocentesco non poteva fare a meno di influenzare, in un certo modo, anche il pensiero corrente. Il punto di domanda è: dire che "l'islam ci ha trasmesso la cultura greca" non è, a suo modo, una presunzione "orientalista"?
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