La Spagna del Medioevo ha una storia per certi aspetti particolare rispetto al resto dell'Europa: per gran parte del "millennio di mezzo" è stata considerata D_ar al-isl_am (ossia rientrante nella giurisdizione religiosa e politica musulmana) e al tempo stesso oggetto di "ri-conquista", o come meglio precisato da A.Vanoli, di ri-popolamento cristiano. Si può dunque guardare alla Spagna come un luogo di sperimentazione in cui i modelli teorici di "integrazione" e "segregazione", di definizione e costruzione della "frontiera" (nonché del suo spostamento fisico e ideologico), eccetera, hanno potuto essere plasmati, applicati e verificati sul campo.
Il caso della Spagna potrebbe trovare forti analogie con molti paesi balcanici o con la Sicilia, e in generale con quelle regioni che sono passate dall'una all'altra sfera d'influenza politica e culturale, ma a ben vedere è difficile giudicare se le sue peculiarità non siano in realtà più significative delle analogie. E sarebbe molto interessante valutare proprio la portata di queste analogie e dfferenze in maniera organica.
Ospitando due interventi di Alessandro Vanoli, pubblicati precedentemente su altre riviste on-line, Islamistica.com si propone proprio l'apertura di un approfondimento su questi temi, oltre che su quelli specificamente affrontati dai due articoli. A partire dalle rappresentazioni (sempre in qualche modo artificali, ma storiche) dell'altro attraverso le proprie categorie culturali (si pensa all'etnologia biblica che ha continuato ad influenzare gli studi umani fino a tempi recenti), al recupero di queste rappresentazioni in chiave moderna con esiti diversi.
* Alcuni problemi sull'idea di frontiera nella Spagna medievale
Sino alla metà del secolo XX la storiografia spagnola ha generalmente dato per scontato il fatto che la divisione politica della Penisola Iberica nell'alto medioevo si fosse concretizzata nella formazione di due unità territoriali omogenee e ben differenziate. Questa immagine si legava inevitabilmente all'assunto di una guerra, di fatto ininterrotta, intercorsa tra cristiani e musulmani...
* La riconquista e l'invenzione dei mori
Ragionando di colui che avrebbe messo per iscritto le sue avventure, Don Quijote ebbe a dolersi: il suo nome, Cide Hamete Benengeli, tradiva evidentemente il suo essere moro; e dai mori, era risaputo, non ci si poteva attendere alcuna verità, essendo tutti ingannatori, falsi e bugiardi...
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