Per imparare a controllare le indicazioni sulle etichette delle parole che più comunemente utilizziamo riferite all'"Oriente": esse molto spesso nascondono la storia delle paure e dell'ignoranza degli establishment dei dotti di fronte al "nuovo".
* Contestualizzare l'oriente: ovvero rendere "orientale" l'ignoto
Devo confessare che sono stato, insieme a tanti altri, compartecipe della preparazione di questo "tacchino turco-americano" simpaticamente elaborato da Giancarlo Casale. Dire che abbiamo passato notti e giorni insieme a ragionare su questi "strani" termini che normalmente usiamo per identificare le cose note, può far sembrare una generazione di orientalisti (la nostra) troppo attenta al lato pratico della ricerca piuttosto che alla "ricerca pura", all'"astrattismo intellettuale" che rende illeggibile (in quanto apportatori di noia e ripetizione canonica) non poche produzioni attuali...
Qualunque alunno di quarta elementare può raccontarti che Benjamin Franklin stimava particolarmente il tacchino selvatico e addirittura si adoperò per farne, al posto dell'aquila reale, il simbolo della nazione. Come fu dunque che una tale creatura finì per prendere il proprio nome da un paese di media grandezza del Medio Oriente?
* In margine a "Il Tacchino parlante"
Ricordo che durante il mio primo viaggio in Egitto da studente non ancora padrone della lingua, dovetti faticare non poco per trovare delle semplici arachidi. Se in italiano si chiamano comunemente "noccioline americane", come si chiameranno in arabo?