A partire da una serie di spunti, qui sotto riportati, si ritorna in qualche modo a ragionare sugli "orientalismi". Un orientalismo medievale ante litteram (tradurre dall'arabo in latino), ad esempio, che aveva tutto sommato gli stessi scopi dell'orientalismo ottocentesco (studiare per contrastare, convertire, colonizzare), ma proprio come quello ottocentesco non poteva fare a meno di influenzare, in un certo modo, anche il pensiero corrente. Il punto di domanda è: dire che "l'islam ci ha trasmesso la cultura greca" non è, a suo modo, una presunzione "orientalista"?
In questi tempi difficili il Mediterraneo è stato sempre più evocato come luogo di "mediazione, apertura, comunicazione, rapporto tra culture diverse, apertura alle sapienze contenute in ogni punto cardinale". Ma: al di là di qualsiasi banale semplificazione, esiste davvero il Mediterraneo del dialogo, della comunicazione, dello scambio culturale?...
* La trasmissione della cultura greca nell'Islam
Il fenomeno delle traduzioni in arabo di opere classiche greche fra l'VIII e il IX sec. trova un parallelo nelle traduzioni dall'arabo al latino di opere scientifiche e filosofiche, specialmente nella Spagna dei secoli XI-XIII...
La cultura e la scienza greca che fu assorbita dalla civiltà arabo-islamica può davvero essere definita "classica"? E la filosofia e la scienza arabe che furono tradotte in latino erano davvero rappresentative del pensiero arabo-islamico? Vanno forse fatte alcune precisazioni da un lato su quanto selettive furono le traduzioni, dall'altro sui diversi sviluppi che queste portarono laddove attecchirono.
* Relativismo culturale e occidentalismo: A. F. Kilito e la letteratura araba
Gran parte della problematica affrontata da Kilito in Lan tatakallim lu.g_at-_i verte intorno alla questione del relativismo culturale, ossia di quanto sia possibile cogliere analogie e paralleli fra le diverse culture, e di quanto questi stessi paralleli siano condizionati dal punto di vista di chi li fa...
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