La documentazione più puntuale rispetto al commercio dell'Oceano Indiano per il periodo medievale non proviene da una fonte musulmana ma ebraica, e cioè dalla Geniza del Cairo. La geniza è il magazzino di una sinagoga o di un qualsiasi altro posto, in cui le comunità ebraiche raccoglievano i loro carteggi. In accordo con il credo ebraico, che ha in questo un parallelo con quello musulmano e copto, nessun foglio su cui sia scritto il nome di Dio deve essere distrutto. Solo la geniza della sinagoga di Fustat e del vicino cimitero di Basatin sono state ritrovate. Insieme vengono chiamati convenzionalmente "La Geniza del Cairo".
Il tesoro documentario della Geniza è stato smembrato in varie fasi ed è ora disseminato nelle biblioteche di mezzo mondo: Bodleian Library di Oxford, University Library di Cambridge (Solomon Schechter), Jewish Theological Seminary di New York (E. N. Adler), Biblioteca del Dropsy College, Philadelphia, Free Gallery di Washington (Charles L. Freer), University Museum della University of Pennsylvanya, Gaster Collection del British Museum.
Lo studioso che per primo si è dedicato allo studio dei documenti della Geniza del Cairo è S. D. Goitein che in Studies in Islamic History and Institutions (Leiden, 1968) traccia una breve storia del ritrovamento, dei materiali e dei loro contenuti. Ciò che segue è un sunto di quanto da lui messo in luce
Il numero di fogli restituitici dalla Geniza del Cairo è immenso. Soltanto i fogli conservati nella University Library di Cambridge sono almeno 100.000 di cui 12.000 in arabo (anche se in caratteri ebraici, ci sono tuttavia materiali scritti in caratteri arabi). Vi si trovano anche materiali musulmani. Non si può dare un numero esatto di fogli di tipo "documentale". Si sa che ci sono in tutto almeno 250.000 fogli di testi letterari sul cui retro si trovano anche materiali documentali. Diverse migliaia di questi documenti sono brevissimi e di difficile utilizzo. I frammmenti utili sono circa 10.000, la maggior parte dei quali in arabo. Di questi la maggior parte è proviene dal periodo Fatimide e Ayyubide.
Più della metà dei documenti della Geniza consiste di corripondenza, pubblica, privata o d'affari. Generalmente si tratta di testi estesi, elaborati ed espressivi.
Un secondo gruppo di materiali consiste di contratti e atti legali, alcuni dei quali di carattere pubblico come lettere di nomina, soluzione di entità giuridiche pubbliche, circolari e decreti di autorità ebraiche. La maggior parte, tuttavia, contiene transazioni private come la vendita o l'affitto di case o altri beni immobili, garanzie per il pagamento di prestiti, formazioni o dissoluzione di partenariati, eredità o donazioni, organizzazione o vendita di domestici, contratti di matrimonio e divorzio. Ogni contratto di matrimonio è solitamente accompagnato da un elenco di tutti gli oggetti portati in dote dalla sposa.
Un altro tipo di materiali è rappresentato da documenti e pagine di registri delle corti rabbiniche e da minute dei procedimenti delle corti. Troviamo inoltre resoconti pubblici e privati, inventari di biblioteche e patrimoni, liste di entrate finanziarie, in particolare da case in affitto appartenenti a fondazioni pie, liste di donatori o di pagamenti di tasse, liste di persone che ricevono pane, vestiti o denaro dalla carità pubblica, prescrizioni mediche, calendari, amuleti e incantesimi.
La storia politica e militare è narrata solo casulamente nei fogli della Geniza. Le lettere spesso si riferiscono in maniera vaga ad eventi di grande portata e in particolare ad eventi che colpiscono le popolazioni più che i governi, come l'avvento degli Almoravidi e gli Almohadi in Nord Africa o l'incessante attività dei pirati nel Mar Mediterraneo. ci sono riferimenti anche ad eminenti personalità storiche anche se dal punto di vista di ciò che essi procurano ad una comunità come quella ebrea. Solo quindi nella prospettiva di una storia sociale questi eventi riportati dalle carte hanno un senso. Ad esempio si fa menzione delle "persecuzioni" da parte del califfo fatimide al-Hakim nei confronti di ebrei e cristiani e la cosa importante è che si scopre che i provvedimenti presi da quest'ultimo nei confronti delle comunità minoritarie sono scaturite dall'esistenza di disordini scaturiti a livello popolare più che da un odio del califfo nei confronti delle minoranze.
Altri eventi narrati sono la presa di Gerusalemme da parte dei crociati (1099) e la Palestina al tempo del dominio crociato. Due testimoni oculari parlano dell'attacco di Aden da parte del sovrano di Kish (Qays) (1135). si parla dei problemi in Yemen seguiti all'uccisione del nipote di Saladino, al-Malik al-Mu'izz.
Le carte mostrano poi molti riferimenti alla jaliyya o jizya, la tassa pro-capite imposta ai non-musulmani: diversi imprigionamenti a causa del suo mancato pagamento, il problema derivato dal fatto che anche gli indigenti e gli invalidi dovevano pagare la tassa, al contrario dei musulmani. Dallo studio di molti documenti traspare che leggi ebraiche e musulmane operavano contemporaneamente.
Ma il dominio nel quale i documenti della Geniza possono dare di più è riguardo la storia economica. Ad esempio più di trecento lettere riguardanti il commercio con l'India sono stati raccolti da Goitein. Sono una minima parte dei documenti economici della Geniza che trattano di:
Goitein, S. D., Studies in Islamic History and Institutions, Leiden, 1968.
| torna su |