È bene limitare il parallelismo fra i concetti di "occidentalismo" e "orientalismo". "Occidentalismo" è un termine che fa il verso a un altro termine, "orientalismo", proprio perchè intende inserirsi nel contesto del discorso iniziato a suo tempo da Edward Sa'id riguardo a "ciò che l'occidente ha visto o ha voluto vedere nell'oriente". Il letterato palestino-statunitense, recentemente scomparso, si era concentrato sulla valenza "impositiva" di uno dei tanti "ismi" occidentali, e metteva in bella mostra un fatto altrimenti poco evidente: il grande movimento culturale di "scoperta" e "descrizione" dell'"oriente" non fu - nella maggior parte dei casi - che il sintomo e il simbolo del controllo politico-culturale occidentale su ciò che lo stesso occidente aveva battezzato "oriente".
L'importanza della polemica di Edward Sa'id non è sfuggita ai più avveduti e/o responsabili, accademici e non, ed anzi ha installato nelle coscienze di molti il germe del dubbio. Chi oggi affronta lo studio della storia, della società o della cultura musulmana - ad esempio - dovrebbe aver imparato a scovare la componente ideologica anche nell'orientalismo più apparentemente neutro e descrittivo. Così come dovrebbe aver imparato a disgiungere il pensiero orientalistico - seppur deleterio - dai suoi esiti sociologici (per fare un esempio non dovrebbe sfuggire la differenza che passa fra ciò che dice Bernard Lewis e ciò che dice Oriana Fallaci).
E' qui da rinvenire la prima crasi fra i due concetti: l'orientalismo è di fatto espressione di dominio di un parte autonominatasi "occidente" nei confronti di un'altra, denominata dai dominanti "oriente". E ciò a prescindere dai dominati che, progressivamente, dovranno adattarsi ad essere/apparire nel modo più consono alle descrizioni che i dominanti fanno di essi e di sé stessi (un esempio: la struttura delle organizzazioni islamiche che si occupano dellla solidarietà e dell'assistenza sono ricalcate sui modelli occidentali cristiani. Un altro esempio: l'opposizione "islamica" alla coca-cola è la "mecca-cola"). L'occidentalismo è, al contrario, l'espressione di una subalternità: è usato dagli autori per designare il versante ideologico del rifiuto che alcuni pensatori europei - primi fra tutti diversi romantici tedeschi e russi - hanno operato nei confronti del nascente e vincente sistema politico-culturale-economico liberale-borghese, definito da essi come "occidente".
L'orientalismo, inoltre, per stessa ammissione di Sa'id, non era e non è solo strategia e/o sfoggio di "dominanza". In esso v'è stata anche una parte forse involontariamente asservita a mire egemoniche occidentali - ma in sé "innocente" - il cui obiettivo è il sapere, la conoscenza di quello che genuinamente e consapevolmente viene percepito come "altro da sé". In altre parole l'orientalismo non è soltanto una ideologia (cui si accompagna un ricasco/ricarico in politica e in sociologia), ma anche uno spontaneo e legittimo desiderio di conoscenza. Dunque, se si vuole accettare il parallelismo fra orientalismo e occidentalismo, è discutibile la scelta di definire il secondo come la "descrizione dell'occidente da parte dei suoi nemici": "orientalismo", cui "occidentalismo" fa il verso, non è - o perlomeno non è soltanto - "la descrizione dell'oriente da parte dei suoi nemici". Prima di tutto infatti è la "costruzione di un luogo", l'oriente, da parte di un gruppo umano che, anche grazie a tale costruzione, si definisce "occidentale".
Nel caso dell'occidentalismo invece - e gli autori del libro puntano molto su questo - il centro del discorso è più l'esito dell'ideologia occidentalista in politica e in sociologia che non la sua ripercussione - onestamente minima - nel campo degli studi e delle ricerche.
Si tratta dunque di un concetto molto circostanziato che - su questo gli autori sono molto chiari - è "figlio" e non "fratello gemello" dell'orientalismo: gli occidentalisti percepiscono se stessi come parte di un "oriente" che è immaginato e partorito in occidente; essi rappresentano l'opposizione interna - e per questo funzionale - al discorso identitario occidentale, di cui l'orientalismo è parte.
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